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Questi documenti sono autorizzati come pubblicazione ufficiale della Chiesa Cattolica Liberale.

Per il Sinodo Episcopale generale

C. W. Leadbeater, Presidente

Sydney, Pentecoste 1926

Dichiarazione di principi

La Chiesa Cattolica Liberale esiste per promuovere il lavoro del suo Maestro, Cristo, nel mondo e per pascere il Suo gregge.

Essa è un corpo indipendente e autonomo, in nessun modo sottomessa alla sede di Roma, né a qualsiasi altra sede o autorità al di fuori della propria amministrazione.

Non è né Cattolica Romana, né Protestante, ma Cattolica. È chiamata Cattolica Liberale perché i suoi punti di vista sono nello stesso tempo cattolici e liberali.

Cattolico significa "universale", ma la parola è anche venuta a significare la dottrina e la pratica della Chiesa storica in quanto distinta da quelle delle sette posteriori. La Chiesa Cattolica Liberale si riallaccia a questa tradizione storica: essa mira a combinare la forma cattolica di culto, il suo grandioso rituale, il profondo misticismo e la sua decisa testimonianza della realtà della grazia sacramentale, con la più larga misura di libertà intellettuale e col medesimo rispetto per le coscienze individuali.

La C.C.L. venne in esistenza come risultato di una completa riorganizzazione effettuata nel 1915/16 del movimento Vecchio Cattolico della Gran Bretagna su una base più liberale. Questa Chiesa derivò i suoi ordini dalla sede originaria del movimento Vecchio Cattolico, l'antica sede arcivescovile di Utrecht in Olanda. La C.C.L. ha accuratamente conservato questa successione di Ordini, ma prese il suo nome attuale per diverse ragioni.

Il nome di "Vecchio Cattolico" è soggetto, specialmente nei paesi più giovani, al continuo e grave svantaggio di essere confuso con "Cattolico Romano". Inoltre, l'assieme religioso e dottrinale del Vecchio Cattolicesimo storico non è quello della C.C.L., la quale non ha nulla a che fare con la politica o l'organizzazione delle Chiese Vecchie Cattoliche continentali e non vuole che a queste possano venire imputati dei principi di liberalismo in religione che sarebbero ancora sgraditi alla Chiesa di Utrecht e alla maggioranza delle Chiese in comunione con questa. Se essa parla di sè come "Vecchia Cattolica" lo fa soltanto per indicare la fonte dei suoi Ordini e la sua unità organica con la Chiesa storica.


Dottrina

La Chiesa Cattolica Liberle ricava l'ispirazione fondamentale del suo lavoro da un'intensa fede nel Cristo vivente, credendo che la vitalità di una Chiesa acquisti nella proporzione in cui i suoi membri non solo commemorano un Cristo che visse 2.000 anni fa, ma si sforzano anche di servire come veicoli del Cristo eterno ("Prima che Abramo fosse,  Io sono" - Giovanni 8, 58) il quale sempre vive come una possente presenza spirituale nel mondo, guidando e sostentando il Suo popolo.

Essa accetta nel senso letterale la meravigliosa promessa fatta dal Cristo quando fu sulla terra: "Ecco, io sono con voi sempre fino alla consumazione dei secoli" (Matteo 28, 20); e ancora: "Dove sono due o tre raccolti insieme in mio nome, ivi io sono in mezzo a loro" (Matteo 18, 20).

Essa ritiene che questa promessa convalidi ogni culto cristiano di qualsiasi specie, purchè serio e sincero. Ma sostiene che, inoltre, mentre la promessa della Presenza nei credenti individuali è così tradotta in atto, il nostro Signore stabilì anche certi riti o sacramenti (chiamati "misteri" nella Chiesa Orientale)  per il maggior aiuto del Suo popolo, da trasmettersi nella Sua Chiesa come speciali canali del Suo potere e della Sua benedizione. Tramite questi "mezzi di grazia", Egli è sempre presente nella Sua Chiesa, dando al Suo popolo il meraviglioso privilegio della comunione con Lui, guidandolo e proteggendolo in ogni stadio,  dalla culla alla tomba.

La Chiesa Cattolica Liberale riconosce sette Sacramenti fondamentali che essa enumera come segue: Battesimo, Confermazione, S. Eucaristia, Assoluzione, S. Unzione, S. Matrimonio, Ordini Sacri.

Per assicurarne l'efficacia sui fedeli, essa cura con la più gelosa attenzione l'amministrazione di tutti i riti sacramentali e ha conservato una Successione episcopale che è riconosciuta come valida da tutto il complesso di quelle Chiese della Cristianità che riguardano la Successione Apostolica agli Ordini come un articolo della loro fede.

Oltre a perpetuare questi riti sacramentali, gli immediati seguaci di Cristo trasmisero nella Sua Chiesa un corpo di dottrine e certi principî di morale. Di questo insegnamento originale di Cristo molto è andto senza dubbio perduto, una parte è stata oscurata dal passare dei tempi. Quanto rimane è un retaggio di valore inestimabile che deve essere custodito con cura amorevole e con riverenza.

La Chiesa Cattolica Liberale considera le Sacre Scritture, i Credo e altre tradizioni della Chiesa come il veicolo con cui questo insegnamento del Cristo è stato tramandato ai suoi seguaci. Essa non riveste questi Scritti Sacri di nessuna idea di infallibilità letterale, né vede (dato il loro contenuto e il processo storico subìto) come qualsiasi altra Chiesa possa logicamente farlo. Essa ne deduce certi principî di fede e di condotta che ritiene come fondamentali, giusti e (se pure non esaurienti) sufficienti come base di una retta condotta.

Nella formulazione di questo corpo di dottrine e di morale, la C. C. L. prende fra le Chiese del Cristianesimo una posizione che,  sotto alcuni riguardi, la contraddistingue. La Chiesa Cristiana ha sempre contenuto dentro di sè diverse scuole di pensiero. Gli Scolastici medievali, che ridussero a sistema la teologia nelle Chiese occidentali, seguirono il metodo aristotelico, ma i primi fra i Padri della Chiesa dalle tendenze filosofiche erno Platonici, e la Chiesa Liberale, pur non tenendo in poco conto la chiarezza e la precisione della teologia scolastica, ha molto in comune con la Scuola Platonica e neo - platonica di tradizione cristiana. Essa sostiene che una teologia può trovare la propria giustificazione ed essere di valore permanente solo in quanto partecipa del carattere di una teosofia, vale a dire che mentre certuni dei suoi insegnamenti superiori rimangono entro la categoria della rivelazione, perché assai al di sopra della nostra portata e della nostra comprensione, altri meno sublimi sono passibili di una verifica e anche di evoluzione da parte di coloro i quali hanno sviluppato entro di sè le necessarie facoltà spirituali. Essendo divino in essenza, l'uomo può, in ultimo, conoscere la Divinità della quale condivide la vita e, col graduale sviluppo dei poteri divini che sono latenti in lui, può crescere alla conoscenza e al dominio dell'universo, il quale tutto è l'espressione di quella vita divina.






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