D|CH|ARAZ|ONE D| PR|NC|P|
Presentiamo qui la Dichiarazione di Principi e il Sommario della Dottrina della storica Chiesa Cattolica Liberale, documenti ufficiali promulgati dal Sinodo Episcopale nella solennità della Pentecoste del 23 maggio 1926.
Abbiamo ritenuto opportuno conservarne integralmente la traduzione italiana, così come riportata nell'opera La Scienza dei Sacramenti di Charles W. Leadbeater (© 2002, Marco Valerio Editore), al fine di custodirne fedelmente il contenuto e lo spirito originario.
A ciascun articolo, sia della Dichiarazione sia del Sommario, abbiamo fatto seguire una nostra riflessione, nella quale esprimiamo ciò che, alla luce della nostra coscienza e del nostro cammino spirituale, riteniamo debbano essere i principi ispiratori e i fondamenti dottrinali della nostra Chiesa Cattolica Liberale di Cristo.
CCL - Dichiarazione di principi
La Chiesa Cattolica Liberale esiste per promuovere il lavoro del suo Maestro, Cristo, nel mondo e per pascere il Suo gregge.
Essa è un corpo indipendente e autonomo, in nessun modo sottomessa alla sede di Roma, né a qualsiasi altra sede o autorità al di fuori della propria amministrazione.
Non è né Cattolica Romana, né Protestante, ma Cattolica. È chiamata Cattolica Liberale perché i suoi punti di vista sono nello stesso tempo cattolici e liberali.
Cattolico significa "universale", ma la parola è anche venuta a significare la dottrina e la pratica della Chiesa storica in quanto distinta da quelle delle sette posteriori. La Chiesa Cattolica Liberale si riallaccia a questa tradizione storica: essa mira a combinare la forma cattolica di culto, il suo grandioso rituale, il profondo misticismo e la sua decisa testimonianza della realtà della grazia sacramentale, con la più larga misura di libertà intellettuale e col medesimo rispetto per le coscienze individuali.
La CCL venne in esistenza come risultato di una completa riorganizzazione effettuata nel 1915/16 del movimento Vecchio Cattolico della Gran Bretagna su una base più liberale. Questa Chiesa derivò i suoi ordini dalla sede originaria del movimento Vecchio Cattolico, l'antica sede arcivescovile di Utrecht in Olanda. La CCL ha accuratamente conservato questa successione di Ordini, ma prese il suo nome attuale per diverse ragioni.
Il nome di "Vecchio Cattolico" è soggetto, specialmente nei paesi più giovani, al continuo e grave svantaggio di essere confuso con "Cattolico Romano". Inoltre, l'assieme religioso e dottrinale del Vecchio Cattolicesimo storico non è quello della CCL, la quale non ha nulla a che fare con la politica o l'organizzazione delle Chiese Vecchie Cattoliche continentali e non vuole che a queste possano venire imputati dei principi di liberalismo in religione che sarebbero ancora sgraditi alla Chiesa di Utrecht e alla maggioranza delle Chiese in comunione con questa. Se essa parla di sé come "Vecchia Cattolica" lo fa soltanto per indicare la fonte dei suoi Ordini e la sua unità organica con la Chiesa storica.
CCLDC Accolto integralmente e fatto proprio
Dottrina
La Chiesa Cattolica Liberale ricava l'ispirazione fondamentale del suo lavoro da un'intensa fede nel Cristo vivente, credendo che la vitalità di una Chiesa acquisti nella proporzione in cui i suoi membri non solo commemorano un Cristo che visse 2.000 anni fa, ma si sforzano anche di servire come veicoli del Cristo eterno ("Prima che Abramo fosse, Io sono" - Giovanni 8, 58) il quale sempre vive come una possente presenza spirituale nel mondo, guidando e sostentando il Suo popolo.
Essa accetta nel senso letterale la meravigliosa promessa fatta dal Cristo quando fu sulla terra: "Ecco, io sono con voi sempre fino alla consumazione dei secoli" (Matteo 28, 20); e ancora: "Dove sono due o tre raccolti insieme in mio nome, ivi io sono in mezzo a loro" (Matteo 18, 20).
Essa ritiene che questa promessa convalidi ogni culto cristiano di qualsiasi specie, purché serio e sincero. Ma sostiene che, inoltre, mentre la promessa della Presenza nei credenti individuali è così tradotta in atto, il nostro Signore stabilì anche certi riti o sacramenti (chiamati "misteri" nella Chiesa Orientale) per il maggior aiuto del Suo popolo, da trasmettersi nella Sua Chiesa come speciali canali del Suo potere e della Sua benedizione. Tramite questi "mezzi di grazia", Egli è sempre presente nella Sua Chiesa, dando al Suo popolo il meraviglioso privilegio della comunione con Lui, guidandolo e proteggendolo in ogni stadio, dalla culla alla tomba.
La Chiesa Cattolica Liberale riconosce sette Sacramenti fondamentali che essa enumera come segue: Battesimo, Confermazione, S. Eucaristia, Assoluzione, S. Unzione, S. Matrimonio, Ordini Sacri.
Per assicurarne l'efficacia sui fedeli, essa cura con la più gelosa attenzione l'amministrazione di tutti i riti sacramentali e ha conservato una Successione episcopale che è riconosciuta come valida da tutto il complesso di quelle Chiese della Cristianità che riguardano la Successione Apostolica agli Ordini come un articolo della loro fede.
Oltre a perpetuare questi riti sacramentali, gli immediati seguaci di Cristo trasmisero nella Sua Chiesa un corpo di dottrine e certi principî di morale. Di questo insegnamento originale di Cristo molto è andato senza dubbio perduto, una parte è stata oscurata dal passare dei tempi. Quanto rimane è un retaggio di valore inestimabile che deve essere custodito con cura amorevole e con riverenza.
La Chiesa Cattolica Liberale considera le Sacre Scritture, i Credo e altre tradizioni della Chiesa come il veicolo con cui questo insegnamento del Cristo è stato tramandato ai suoi seguaci. Essa non riveste questi Scritti Sacri di nessuna idea di infallibilità letterale, né vede (dato il loro contenuto e il processo storico subìto) come qualsiasi altra Chiesa possa logicamente farlo. Essa ne deduce certi principî di fede e di condotta che ritiene come fondamentali, giusti e (se pure non esaurienti) sufficienti come base di una retta condotta.
Nella formulazione di questo corpo di dottrine e di morale, la CCL prende fra le Chiese del Cristianesimo una posizione che, sotto alcuni riguardi, la contraddistingue. La Chiesa Cristiana ha sempre contenuto dentro di sé diverse scuole di pensiero. Gli Scolastici medievali, che ridussero a sistema la teologia nelle Chiese occidentali, seguirono il metodo aristotelico, ma i primi fra i Padri della Chiesa dalle tendenze filosofiche erano Platonici, e la Chiesa Liberale, pur non tenendo in poco conto la chiarezza e la precisione della teologia scolastica, ha molto in comune con la Scuola Platonica e neo - platonica di tradizione cristiana. Essa sostiene che una teologia può trovare la propria giustificazione ed essere di valore permanente solo in quanto partecipa del carattere di una teosofia, vale a dire che mentre certuni dei suoi insegnamenti superiori rimangono entro la categoria della rivelazione, perché assai al di sopra della nostra portata e della nostra comprensione, altri meno sublimi sono passibili di una verifica e anche di evoluzione da parte di coloro i quali hanno sviluppato entro di sé le necessarie facoltà spirituali. Essendo divino in essenza, l'uomo può, in ultimo, conoscere la Divinità della quale condivide la vita e, col graduale sviluppo dei poteri divini che sono latenti in lui, può crescere alla conoscenza e al dominio dell'universo, il quale tutto è l'espressione di quella vita divina.
Questo metodo di avvicinamento alla verità Divina è stato spesso chiamato Teosofia a partire dai tempi di Ammonio Sacca, nel III secolo dell'era nostra; esso è identico a quell'antica Para - Brahama - vidya delle Upanishad Indù. Essa trova naturalmente una completa giustificazione nella Bibbia ed è costantemente comparsa nel pensiero religioso sai dell'Oriente che dell'Occidente, denotando non solo il misticismo, ma anche una filosofia eclettica alla base della religione, che accetta come verità ciò che si accorda universalmente con l'esperienza religiosa ovunque e sotto qualsiasi forma si trovi.
Seguendo questi principî, la CCL crede che vi sia un corpo di dottrine e di esperienza mistica comune a tutte le grandi religioni del mondo e che non può essere arrogato da nessuna di esse come sua proprietà esclusiva. Pure movendosi nell'orbita del Cristianesimo e considerandosi come una Chiesa nettamente Cristiana, essa sostiene tuttavia che le grandi religioni del mondo sono divinamente ispirate e che tutte procedono da una fonte comune, quantunque le diverse religioni insistano su diversi aspetti di questi insegnamenti e alcuni di essi possano persino temporaneamente essere perduti di vista. Questi insegnamenti, come fatti di natura, hanno per base il loro proprio valore intrinseco. Essi formano quella vera Fede Cattolica la quale è Cattolica perché è l'affermazione di principî universali della natura. Disse bene S. Agostino: "La cosa identica che ora noi chiamiamo religione Cristiana, esisteva fra gli antichi e non mancò dagli inizi della razza umana sino alla venuta di Cristo nella carne; da quel momento in poi, la vera religione, che già esisteva, cominciò a essere chiamata Cristiana" (Retracht 1, 13, 3). E lo stesso principio era in realtà implicato nella nota dichiarazione di Vincenzo da Lerins: "Id teneamus quo ubique, quod semper, quod ab omnibus creditum est; hoc etenim vere proprieque catholicum" [Noi sosteniamo ciò che ovunque, sempre e da tutti è stato creduto; poiché questo è veramente e propriamente cattolico"] (Commonitorium, cap 2 - 4).
CCLDC Accolto integralmente e fatto proprio
Libertà di pensiero
L'appartenenza alla maggior parte delle Chiese Cristiane si fonda sull'accettazione di una credenza comune. Esiste di frequente una grande divergenza fra la fede reale di un pensatore e la dichiarazione ufficiale che si pretende da lui. Ciò conduce a una miscredenza repressa, per non parlare di ipocrisia, e tende a ostacolare il libero esercizio della mente. La CCL concede ai suoi membri laici intera libertà di interpretazione dei Credi, Bibbie e tradizioni, nonché della sua Liturgia e del suo sommario di dottrina. Essa chiede soltanto che ogni differenza di interpretazione sia espressa cortesemente e prende questa attitudine non per indifferenza verso la verità e la rivelazione, ma perché ha un così alto rispetto per la Verità. Essa sostiene fortemente che "la fede dovrebbe derivare dallo studio e dall'intuizione individuale e non precederli". Una verità non è tale per un uomo, né la rivelazione è per lui una rivelazione, sino a quando egli non veda da sé stesso che essa è vera. L'uomo come cresce in spiritualità, così crescerà anche nella percezione della verità. Nessuna professione a fior di labbra, o un assentimento superficiale della mente, può sostituirsi a questa crescita e accontentarsene è un sacrilegio.
Sicuramente Cristo intese che la Sua dovesse essere una religione di amore e di libertà, che aiutasse gli uomini nei loro molti e differenti stadî sulla via di questo sviluppo spirituale; Egli non intese che essa dettasse in nome di Dio delle formule la cui accettazione letterale dovesse essere una condizione di salvezza. L'essere incapaci di riconoscere una verità ha semplicemente la conseguenza di far perdere l'aiuto che darebbe la conoscenza di quella verità.
La CCL ritiene perciò di agire in accordo con lo spirito del suo Maestro accogliendo lietamente nelle sue file quelli che sono ancora nella ricerca della verità. Mentre presenta ai suoi membri certe affermazioni dottrinali, essa non esige da loro l'accettazione di un qualsiasi modulo dogmatico. Come base di lavoro per la comunità, essa chiede ai suoi membri non la professione di una fede comune, ma il volenteroso consenso a unirsi in un comune rituale di culto. Essa mira ad aiutarli a scoprire la verità da loro stessi, provvedendo loro delle occasioni di sviluppo spirituale e spiegando l'antica scienza di evolvere le divine potenzialità che esistono in ogni uomo. A loro chiede sincerità, purezza d'intenzione, tolleranza, larghezza di mente, cortesia di espressione, volontà di lavorare e una costante ricerca di alti ideali, fiduciosi soprattutto che il potere del SS. Sacramento dell'amore di Cristo attuerà sicuramente il vero scopo di Dio nelle loro anime.
CCLDC Accolto integralmente e fatto proprio
Morale
La CCL dà grande importanza all'aspetto associato di vita cristiana e di culto cristiano, credendo che come sistema di morale, filosofia e culto, il Cristianesimo fu specialmente inteso per aiutare gli uomini a crescere nell'amore di Cristo e a risolvere, così facendo, le molte difficoltà che ingombrano la vita della fratellanza umana, di quella fratellanza che deve essere la pietra angolare di ogni vita veramente religiosa. Senza una reciproca benevolenza, nessun sistema di organizzazione sociale, sia o non sia democratico, non può essere altro che caotico.
CCLDC Accolto integralmente e fatto proprio
Ammissione
La CCL accoglie ai suoi altari tutti coloro che vi si avvicinano reverenti e con sincerità. Essa guarda la Chiesa Cristiana come una grande fratellanza di tutti coloro che si rivolgono a Cristo come l'ispiratore della loro vita spirituale, come al loro Maestro e Amico, e offre il Santissimo Sacramento del Suo amore a qualsiasi membro della fratellanza che riverentemente lo desideri.
I candidati sono ammessi nella CCL mediante il Battesimo, oppure, se questo è già stato debitamente somministrato, mediante la Confermazione.
Se il candidato ha già ricevuto in forma completa tanto il Battesimo quanto la Confermazione, viene usata una forma semplice di ammissione nella quale viene invocata una benedizione sulle aspirazioni religiose del candidato.
Le parti essenziali del suo rito Battesimale sono:
L'uso corretto dell'acqua (in ogni caso mediante il processo di abluzione) e della usuale formula Trinitaria, insieme all'applicazione dell'Olio dei Catecumeni e del Crisma.
Quelle del suo rito della Confermazione sono:
l'imposizione della mano del Vescovo con una formula appropriata e l'uso del Crisma.
Se le persone che vogliono iscriversi alla CCL hanno già ricevuto questi Sacramenti in una forma qualsiasi meno completa, è uso ripeterli "condizionatamente".
CCLDC Accolto integralmente e fatto proprio
Rapporti con le altre chiese
La CCL non è una nuova setta; essa è una parte costitutiva della Santa Chiesa Cattolica e Apostolica Una, di quella Chiesa storica che è veramente Una, nonostante le sue molte divisioni esterne, tanto in Oriente quanto in Occidente, perché la Vita Una di Cristo la anima e la sostiene mediante i Sacramenti da Lui istituiti.
La CCL ha conservato questi Sacramenti nella loro integrità, nella loro pienezza, e crede che la sua dottrina sia conforme agli insegnamenti del Cristo e libera dalle corruzioni delle età posteriori. Inoltre, essa riguarda la Chiesa Cattolica, cioè universale, di Cristo come consistente nella "sacra comunità di tutti i fedeli", vale a dire di "tutti coloro i quali si professano e si chiamano cristiani", ricevendo le diverse Chiese (non importa se storiche o nuove) la Sua benedizione in proporzione all'ardore dei loro membri e nella misura in cui esse conservano i canali sacramentali della Sua grazia e riflettono ciò che Egli intese dovesse essere la Sua Chiesa.
La CCL cerca quindi di lavorare in amicizia con tutte le altre denominazioni cristiane. Non desidera affatto fare del proselitismo fra gli aderenti a qualsiasi altra Chiesa e, in Fede a ciò accoglie tutti a una regolare e piena partecipazione ai suoi Uffici, senza chiedere affatto che essi lascino la loro Chiesa di origine. Se, d'altro canto, membri di altre Chiese sono attratti dagli aspetti caratteristici del suo lavoro, non pone loro alcun ostacolo a unirsi a essa sino a quando sono chiaramente animati da un desiderio sincero e leale. Ma il suo più forte appello è rivolto alle migliaia di persone le quali, in questi tempi di materialismo e di inettezza religiosa, si mantengono al di fuori delle organizzazioni chiesastiche e delle società religiose esistenti, e sono per ciò prive dell'aiuto spirituale che potrebbero altrimenti ricevere. Le sue congregazioni sono principalmente composte da persone che avevano cessato di frequentare altre Chiese.
La CCL è sempre pronta a stabilire rapporti di reciproca comunione con le altre Chiese sulla base più amichevole possibile per quanto riguarda quei principî sui quali ambedue le parti si accordano. Non rifiuterebbe, per esempio, mai ai corpi non episcopali il ministero carismatico, o ministero profetico della predica e dell'ispirazione, pur non concedendo loro nello stesso tempo il sacerdozio cattolico, che essi medesimi non pretendono e che, dal punto di vista cattolico, per la sua efficacia e validità dipende dalla Successione episcopale. In accordo con ciò, quando le due parti lo desiderano, essa permette al suo clero di scambiare il pulpito con ministri di Chiese non episcopali, ma non invita questi ultimi a celebrare sui suoi altari.
Essa non trova una ragione adeguata per negare la validità degli Ordini Anglicani e il suo clero - libero di pensare a suo piacimento sulla questione, quasi senza eccezione riconosce la loro validità, fondandosi alcuni si basi storiche, altri sulla base prammatica della loro esperienza di ministero anglicano. Essi apprezzano il possente aiuto prestato alla vita religiosa di molti paesi dalla Chiesa Anglicana, anche se alcuni di loro possono sentire che, con la soppressione dei contassegni distintamente sacrificati dell'Eucaristia, come pure con quella delle unzioni, del segno della croce e di altre caratteristiche degli antichi riti cattolici, la sua Liturgia è stata privata di molta parte della sua efficacia quale veicolo di potere spirituale.
I sacerdoti della Chiesa Anglicana che possono desiderare di entrare fra i ministri cattolici liberali, sono richiesti di sottoporsi a una forma di nuova ordinazione condizionale al Sacerdozio, preceduta da battesimo, da Confermazione e dai primi gradi del Ministero, cioè Chierico, Ostiario, Lettore, Accolito, Sottodiacono e Diacono, riti tutti amministrati pure sub conditione.
Liturgia
La CCL usa una Liturgia riveduta e tradotta nelle diverse lingue, nella quale sono conservati con cura scrupolosa i tratti essenziale delle varie forme sacramentali, ma avendo per nota predominante quella di una aspirazione devota e lieta. La maggior preoccupazione è stata di non porre sulle labbra dei sacerdoti e dei fedeli certi sentimenti che essi non possono onestamente e sinceramente nutrire, o nei confronti dei quali non è ragionevole aspettarsi che si conformino nella pratica. La paura di Dio o della Sua collera, le imprecazioni contro gli infedeli, l'attitudine al servilismo e all'abbietta umiliazione, le reiterate invocazioni di misericordia, gli infantili tentativi di trafficare con Dio e altre grossolane sopravvivenze dell'epoca giudica, o un'ossessionante paura di un inferno eterno, tutte queste cose sono state eliminate dal Rituale come quelle che pregiudicano tanto l'idea di un Padre benevolo e amorevole quanto gli uomini da lui creati a Sua immagine. Perché, mentre le verità essenziali della religione sono immutabili, la presentazione e l'esposizione di queste verità devono variare via via che l'umanità progredisce verso una maggiore illuminazione. Le espressioni di aspirazione e le forme di petizioni che erano adatte a comunità agricole dell'Asia Minore dei primi secoli dell'era volgare, non possono affatto esser un'adeguata espressione dei sentimenti di culto dei nostri giorni. La stessa cosa può dirsi delle forme medioevali.
Le Sacre Scritture
La CCL non insegna che le Sacre Scritture sono ispirate verbalmente o uniformemente, ma soltanto in senso generale, e ritiene che esse contengano molto che è veramente il prodotto di un'ispirazione divina, ma che a cose letteralmente vere se ne giungono altre da intendersi (come insegnò Origene) allegoricamente e spiritualmente e anche i passi che sono dettati dalla fantasia o persino tutt'altro che edificanti.
Essa riconosce ai libri dell'Antico Testamento un valore assai disuguale.
Essa suggerirebbe, inoltre, che in altre Sacre Scritture del mondo si hanno prove della più alta spiritualità; e invero la conoscenza delle religioni e della psicologia dell'Oriente, tanto aumentata in questi ultimi anni, ha gettato una grande luce sull'interpretazione delle dottrine cristiane.
Libertà individuale
Il clero della CCL non avanza alcuna pretesa di dominio spirituale o temporale sopra coloro che aderiscono ai suoi riti. In comune col clero di altre Chiese, esso esercita il mandato di insegnare ricevuto dal Cristo (Matteo 28, 18-20), ma non pretende alcuna autorità sulle coscienze individuali; dà piuttosto importanza alle sue funzioni di ministri dei divini Sacramenti, di "dispensieri dei Misteri di Dio", pronti a mettersi in ogni maniera ragionevole a disposizione di chi può chiedere il loro aiuto.
Confessione
La confessione auricolare è interamente facoltativa e non è imposta come preparazione a ricevere la Santa Comunione.
La sua pratica frequente e sistematica non è incoraggiata, come quella che tende a distruggere il vero valore del Sacramento nella vita spirituale dell'individuo.
Credendo, tuttavia, che la grazia dell'Assoluzione sia uno dei doni fatti da Cristo al Suo popolo (Giovanni 23), la Chiesa offre questo aiuto a quanti lo desiderano, sia mediante confessione auricolare, sia nelle Liturgie pubbliche. Una simile assoluzione dal peso del peccato non deve essere considerata come procurante all'uomo un mezzo di sfuggire alle conseguenze dei suoi falli, ma piuttosto come una rigenerazione, come una rinnovazione di quella armonia interiore della natura che è stata disturbata dal fallo, un rimettere l'uomo in tono col Divino Potere che lo pervade e del quale egli deve essere la vera espressione.
Celibato
La CCL né prescrive, né vieta il matrimonio ai suoi sacerdoti.
Finanze
Non si può esigere nessun pagamento per l'amministrazione dei Sacramenti o per altro lavoro spirituale.
Ovunque sia praticabile, la Chiesa pone l'amministrazione delle proprie finanze nelle mani dei suoi membri laici.
Politica
La CCL, come corpo, non si occupa né di politica né di sociologia. Essa sente di dover piuttosto rendere sé stessa un potere attivo per il miglioramento sociale e politico, ispirando ai propri membri l'amore per l'umanità e il desiderio di servire i loro simili, pur lasciandoli liberi di scegliere i proprî scopi e metodi, a condizione che questi siano in accordo con la morale.
Arte
Credo che l'arte sia uno dei massimi fattori per l'elevazione morale dell'uomo e vuole sforzarsi di fare riconoscere la verità che l'educazione, l'affinamento delle emozioni sotto l'influenza dell'arte sono altrettanto necessari quanto quelli della mente mediante la scienza e la filosofia. Adorare il Bello è adorare il Buono, e se gli uomini fossero interiormente belli sarebbero necessariamente buoni. Il Bello è uno dei più grandi bisogni dell'attuale nostra civiltà utilitaria, e questo è particolarmente il caso delle masse, le quali nella loro vita hanno così poco della influenza spiritualizzatrice del Bello. L'arte è stata chiamata la serva della religione, ma in realtà ne è la parte essenziale.
Guarigioni
Particolare attenzione sarà data alla questione delle guarigioni. Quantunque dei fenomeni di guarigione sembra siano stati frequenti ai tempi degli Apostoli (Luca 9, 1-2; Corinzi 12; Giacomo 5, 14-15), non siamo giustificati di pretendere che il potere di guarire sia conferito con l'ordinazione, o che il "dono di guarire" sia altra cosa che un dono carismatico. Ma nella grazia dell'Assoluzione, nell'Olio Santo per gli ammalati e nel Sacramento della Santa Comunione, la Chiesa ha dei mezzi di grazia che dovrebbero in modo incommensurabile rafforzare i metodi della nuovissima medicina. Il tempo è certamente venuto in cui le funzioni sacerdotali e quelle sanitarie possono essere considerate in una certa misura fra di loro complementari, perché da tutte le parti si va sempre più riconoscendo che le infermità del corpo sono in molti casi il prodotto di malattie interne dell'anima che possono sempre essere meglio guarite quando l'anima è in pace.
La Chiesa cercherà di rimettere queste funzioni di guarigione al loro posto nell'economia della vita.
Misticismo e pensiero moderno
Un altro aspetto particolare dell'opera di questo movimento è quello di accomunare col culto della Chiesa tutto ciò che vi è di buono e di vero nel moderno rinascimento del pensiero e che trova espressione nella recentissima scienza del "sublimare", nel misticismo, ricerche psichiche e movimenti consimili. Convinta che gli antichi riti per l'amministrazione dei Sacramenti sono nella loro parte essenziale fondati sulla sapienza dello stesso Cristo, questa Chiesa ritiene che essi siano essenzialmente scientifici. Benché sembra si sia fatto poco per studiare le leggi dei cambiamenti spirituali da essi effettuati nella natura umana, non vi é ragione di supporre che simili studi siano al di là della nostra portata.
"Dove non è visione, i popoli periscono" (Proverbi 29, 18). nei primi tempi di ogni Chiesa vi sono dei veggenti i quali avendo una conoscenza di prima mano delle verità spirituali, sono in grado di parlare con la sola autorità che abbia qualche valore, l'autorità della conoscenza. Le verità spirituali possono in ogni tempo essere scoperte o riverificate dalle persone spiritualmente sviluppate. Allorché una Chiesa cessa di produrre di questi uomini saggi, i suoi insegnamenti si fanno ristretti e rigidi, la sua Teologia diventa legalistica e meccanica e i suoi sacerdoti, incapaci di impartire conoscenza per il processo di illuminazione interiore, cercano di imporla per autorità esteriore e perseguitano quelli che resistono ai loro voleri.
La CCL mira a essere una Chiesa gnostica, nel senso non di riprodurre certe stravaganze del Cristianesimo primitivo, ma di aiutare i suoi membri a raggiungere da loro stessi questa certezza di conoscenza, la vera Gnosi di cui scrisse con tanto fervore S. Clemente di Alessandria. Gli antichi sentieri di Purificazione, Illuminazione e Unione che nei vecchi tempi portavano il candidato a questa certezza, sono ancora aperti davanti a lui. Chi si avvicina per la via tradizionale può ancora sperare di giungere a diventare discepolo, cioè alla diretta comunione col Maestro, ciò che dovrebbe essere la mira di ogni Cristiano sincero, poiché la "via della Croce" significa il progressivo sviluppo dello Spirito di Cristo nell'uomo e a questo fine sono destinati i Sacramenti della Sua Santa Chiesa.
La CCL è una Chiesa Cristiana vivente, "modernista" in quanto sostiene che le forme della religione devono tenersi alla pari con lo sviluppo e l'illuminazione umana, "storica" in quanto sostiene che la Chiesa ha tramandato un preziosissimo retaggio veniente dallo stesso Cristo.

